Lorenzo Refrigeri Photographer

Freeride passo Forcola, Livigno 2017

Venerdì 14/07/2017 partenza per Livigno insieme a Comma9Industry in occasione del CpGang Party Ride, un evento/raduno di downhill, calamita per molti riders nazionali ed internazionali. Il tutto si sarebbe svolto al Mottolino bike park, posto fantastico con panorami mozzafiato e trail pettinati a lucido: il sogno di ogni rider!

All’arrivo, alcuni amici ci hanno parlato di un pendio trovato giorni prima nei pressi di Livigno e perfetto per una discesa in freeride.
Abbiamo deciso quindi, prima di ripartire per Genova, di andarci per portare a casa qualche scatto e quella che sarebbe stata un’esperienza di vita difficile da dimenticare.

Il crinale si trova a Poschiavo (CH), subito dopo Passo Forcola di Livigno, valico alpino situato nelle Alpi Retiche Occidentali.
Quando ci siamo trovati davanti allo spot è stato qualcosa di incredibile: la bellezza e maestosità della montagna ha suscitato in noi grandi emozioni ma anche un po’ di timore. Trovato uno slargo sulla strada e parcheggiate le macchine, abbiamo iniziato a salire con le bici in spalla.

Data la pendenza del crinale (circa il 75%) e considerato il peso delle biciclette, abbiamo impiegato circa 45 minuti per arrivare sulla vetta.
Le più diverse sensazioni ed emozioni ci sono passate per la testa… Una volta in cima però, una volta infilato il casco e messa la mascherina sugli occhi tutto è cambiato: c’eri tu, stomaco chiuso e cuore a mille, la montagna e nient’altro.

Eravamo in 8 a salire, 7 riders ed io con la mia attrezzatura.
Non tutti sono arrivati sulla cima: i primi a scendere sono stati quelli giunti solo fino a metà e a tre quarti del crinale.
Con le prime partenze hanno anche iniziato a fermarsi sulla strada alcuni curiosi che, naso all’insù, osservavano la nostra follia creando un po’ di rallentamenti sulla strada.
Erano scesi quasi tutti quando, conseguenza della coda, è arrivata la Polizia Doganale svizzera che ci ha intimato di scendere; ho messo via la macchina fotografica e mi sono avviato a valle.
Hanno ritirato i documenti a tutti e siamo stati portati in dogana per accertamenti, preambolo di due ore interminabili!
Con la nostra impresa, per quanto bella ed emozionante abbiamo inconsapevolmente rischiato di danneggiare un patrimonio naturale e per di più di prendere una sanzione molto salata: il crinale in questione, infatti, è parte di un parco naturale protetto, non calpestabile all’infuori dei sentieri tracciati.
Per non andare incontro a spiacevoli conseguenze invitiamo pertanto chi desidera avere un’esperienza come la nostra ad informarsi prima e soprattutto a fare tutto il più in sicurezza possibile.

Lorenzo Refrigeri